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Autore: Andrea Di Lago
Titolo: UN FILM NON A LIETO FINE
Contatto: http://www.lefatesonomorte.blogspot.com/
solo parole scritte male in un diario che sta' marcendo in una cantina umida .camminare di notte scalzi e ubriachi per le vie di una citta' inutileaddormentarci per ore in una macchina , senza accorgeceneportarti a casa , con gli occhi semi chiusi da quanto nn capivo piu' nulla .volevo solo amartivolevo solo odiartivolevo rimanere un amore dell altro mondolo saro' per semprenon ho avuto l empatia dei tuoi 18 anni ne quella degli anni seguentiho avuto ben altri privilegi ...ci siamo mischiati l odore , ci siamo mischiati il sangue nelle veneci siamo sconvolti in pochi mesici siamo confidati i piu' piccoli segretici siamo segnatici siamo svuotatiho smesso di cantare cio' che nn posso vivereho iniziato a esser meho iniziato a pensareho iniziato a volereho iniziato a saperegrazie grazie grazie grazie per quello che mi hai dato , per quello che mi hai tolto , per il tuo odore , per le mie lacrime per il tuo sangue , per i ns sospiri e le serate andate male , per i giorni di ansie per i giorni col sole , per esser stata la prima per esser stata l ultima , per esser stata .Ci siamo fottuti in una stanza buia , con le note di battisti , ci siamo fottuti in una mansarda con le ns cicatrici .le parole che ti ho detto , quello che nn ti sono mai riuscito a dire , quello che nn vorro' mai dire ."... vivere con te e' come stare dentro ad un film .. "Peccato che nel mio film , il protagonista non rimarra' felice ... non rimarra' contento e il film nn sara' a lieto fine ...Forse e' questo che la gente vuole ... UN FILM NON A LIETO FINE ....
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Autore: Andrea Di Lago
Titolo: A & B
Contatto: http://www.lefatesonomorte.blogspot.com/
Eccoti cazzo ... da quanto tempo che nn ci vedavamo ??? non trovavamo un secondo , un punto di incontro ...Come sei cresciuta , sei cambiata , sei diventata una bella donna , sapevo che lo saresti diventata , l ho sempre saputo , per me lo sei sempre stata ..Quante volte in questi anni ho trovato il desiderio di scambiare qualche parola con te , di raccontarti le mie vicessitudini , i miei sorrisi , le mie sconfitte , le mie vittorie , i miei sbagli , le mie ansie , i miei giorni felici .Dopo che e' finita ... mi son ritrovato solo ... SOLO dentro ... nessuna e' piu' riuscita ad entrarmi dentro come hai fatto te , nessuno a mai capito i miei comportamenti ... a nessuno e' mai interessato di farlo .Ho iniziato a parlare di piu' con il mio alterego , l ho conosciuto , l ho amato , ho vissuto per lui e con lui , alla fine l ho ucciso ...........Tutto inizio in quella sera ... ero ubriaco marcio , sentivo il sudore alcolico che mi usciva dai pori , in quella discoteca alle peorte del milanese , la testa girava a tal punto che nn stavo in piedi .. ero li' attaccato al muro , tra una sala e l altra ... parlando con una che manco ricordavo chi era ... sentivo le sue parole arrivarmi lentamente alla testa , faceva fatica a rispondere qualcosa di sensato , addirittura facevo fatica a rispondere ...Poi eccoti ... bella come nn mai ... passarmi di fianco abbracciata ad un altro .. guardandomi e girando la testa ... facendo finta di nulla ..il mio cuore ... il mio cervello ... il mio tutto distrutto in quella frazione di secondo ..Esco dal quel posto , senza salutare nessuno ... al primo angolo buio mi accascio attacco le mani al muro e inizio a vomitare l anima ..In quegli istanti , sentivo uscire anche la rabbia , l odio , le immagini che avevo nella mia mente di te ... stavano velocemente scappando dal mio corpo ... per finire li' ... in quel lato buio di una strada dove chissa' quanta altra gente ha lasciato i suoi sogni , le sue immagini la sua rabbia .Faccio qualche metro , vado verso la macchina ... mi siedo su un gradino del amrciapiede , sciena contro il muro e testa in su per riuscire a respirare meglio ... mi addormento ...Mi sveglio ... dopo qualche ora ... era quasi mattina ... iniziavano a intravedersi i primi raggi di sole ...sento una voce .." ciao stai meglio , ti sei ripreso un po' ??? "Mi guardo attorno , e vedo lui , un ragazzo piu' o meno della mia eta' , capelli corti , corporatura normale , occhi chiari , che si sta' fumando una sigaretta e mi guarda .." ciao ... si si , va' meglio grazie "Piacere A. ...Piacere B. ...Mi dai uno strappo a casa ?ok ..Dopo 2 giorni me lo ribecco ad una festa , mi dice : " vieni con me e' un paio di amici che andiamo a sconvolgerci un po' ... abbiam bisogno di evadere ... e te hai la faccia di uno che ne ha bisogno piu' di noi ".Ok ... vengo ... , sorrisone e voglia di divertimento ...Arriviamo al posto ...Una bella festa privata .. in un posto sperduto strano ... una casetta in mezzo alle campagne milanesi ..Inizio a bere un po' di birra ... parlare con ragazze mai viste prima ,molto carine , con B come spalla del rimorchio .Ad un certo punto mi fa' un segno come per seguirlo , eravamo in una stanza con una ragazza e un altro ragazzo ... c'era un odore acre m strano , che nn avevo sentito ancora in vita mia ..Mi dice di prepararmi la testa , che le vene non erano piu' salve ..Un sorriso di approvazione .. accasciato poco dopo ..Da quella sera , io e B passammo varie sere cosi ... incontrando parecchie ragazze , bevendo parecchia birra , mischiandoci il sangue ...Ci siamo sconvolti per la noia , per trovare qualcosa , ci siamo sconvolti per esser felici , ci siamo sconvolti per sentirci vivi ...Iniziai a suonare , iniziai a viaggiare , spesso lui ci seguiva , ci dava una mano , quando poteva .Diventando parte di me un amico puro , poche altre persone mi hanno conosciuto cosi bene , poche altre persone hanno voluto farlo a poche altre persone l ho permesso ...Ad un certo punto , dopo qualche anno ... e' sparito come se nn fosse mai esistito ...son tornato ad esser solo , con me stesso ... smettendo di parlarmi , smettendo tutto ..Non son mai riuscito a salutarlo ... ne lui ha fatto lo stesso con me ..ma sappiamo entrambi che nn ce ne era bisogno ... le cose convenzionali nn sono mai state per noi ...........Quanto avrei voluto fare tt queste cose con te ,???? con la donna che amavo e con cui avre voluto passare la vita ????Scambiarci il sangue , girarci nelle vene , sconvolgerci , amore all inifinitesima potenza , amore allo stato puro , bisogno di te , bisogno di averti , il tuo amarmi era cosi duro , cosi maledettamente nocivo , cosi sacrale ( come dicevi te ) .L empatia di quei momenti , quel piccolo alieno che mi mangiava poco per volta dentro ... quel piccolo alieno che cresceva , quella maglietta nera con la scritta arancione che sbiadiva ad ogni lavaggio ... dimenticando l odore che aveva addosso , dimeticandosi pure di me .Quell amore dell altro mondo che ho provato ... ci ha diviso indissolubilmente , lasciando un solco idelebile nelle ns anime .senza mai cadere , sotto i portici ci siamo dimenticati poco per volta ... e ora sono qua , a raccontarti piano piano , qualcosa che ti sei persa , dei miei ultimi anni , della mia empatia , dei miei 21 anni , degli anni successivi , della mia vita ...Sapendo che sei e sono su altri mondi ... ma va' bene cosi..."Devo andare scusa ... sno in ritardo ... se vuoi chiamami che continuiamo a parlare "Ciao A. mi spiace per tt , pero' ti ho voluto un gran bene ...
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Autore: Andrea Di Lago
Titolo: QUEL PICCOLO ALIENO
Contatto: http://www.lefatesonomorte.blogspot.com/
Mi svegliai male quel giorno ,avevo ancora sonno .La luce non entrava dalla taparella , ma era chiaro che faceva freddo , il gelo si percepiva in tutta la camera , i muri iniettavano nella stanza aghi appuntiti di gelo,come schegge di ghiaccio che ti toccano dopo che sei stato tutto il pomeriggio al sole ... ma non cosi' piacevoli.Pisciai , mi lavai velocemente la faccia , mi accesi l ennesima sigaretta e iniziai a pensare .Dalla finestra del bagno si intravedeva l arrivo del mattino .Vedevo male , ero nella penombra , non avevo neanche acceso la luce , erano le 8, e il treno sarebbe partito da li' a poco , dovevo muovermi .Nella notte non avevo dormito un cazzo , mi giravo nel letto continuamente , i pensieri erano troppo forti pure per me che non spegnevo mai il cervello .Di notte mi alzai 'accendendo la mia passione mortale .Seduto sulla sedia , pensavo , continuavo a pensare , non dandomi pace , nessuna risposta per quello che mi stava succedendo , cercavo di non fare casino , in casa , le altre persone che dovevo chiamare " parte della sua famiglia " stavano dormendo ..Era troppa l ansia , una felpa , pantaloni e scarpe , le stesse del giorno che era appena trascorso , e che avevo appena tolto .Scesi velocemente dalle scale dell appartamento , aprii' la porta , fui' avvolto velocemente da quell aria pungente che solo in certe notti invernali e' cosi' cara ma altrettanto nemica .Rimasi con gli occhi chiusi per sentire , come faccio spesso , e mii sentii' ancora vivo per un attimo , accesi un altra sigaretta .In macchina ora , abbassai' un po' i finestrini come faccio sempre , per fare entrare altra " vita " .Il primo distributore di sigarette , dava anche birre .. decisi di prenderne un paio , giusto per nn rimanere assetato durante il notturno pellegrinaggio senza meta ..Mi diressi verso il centro , dove nn c'era nessuno a quell ora , sorseggiando affannosamente poco per volta quel liquido cosi freddo e ricalcando migliaia di passi , di persone a me sconosciute o di persone che conoscevo anche fin troppo bene , oltre le mie stesse .Ero gia' passato troppe volte per quelle vie , ma a quell ora con quella luce con quel silenzio non le avevo mai "viste" , non avevo mai osservato come in quella sera cio' che aveva intorno ... mi sedetti su dei gradini della chiesa principale , guardando verso il nulla della piazza .Ero come un attore di qualche film depresso generazionale disadattato , cosa che aveva attratto parecchie ragazze durante gli anni e io l' amavo ed odiavo allo stesso modo , questo personaggio tormentato ma cosi' vero . I capelli mi scendevano sul viso e lo coprivano , quasi come una difesa verso il tutto .Pensavo a quando ero bambino ed ero simil felice nella realta' fintoplastica che avevano creato per me , quella facciata di famiglia per bene , quella facciata di bravo bambino , con i capelli medio lunghi , la camicetta e il golfino sempre stirati con cura . Pensavo a quel bambino infelice , che aveva paura del suo futuro , che aveva paura di diventare come il padre. Per me "padre" era solo una parola ,mi chiedevo se mentre giocavo all asilo avrei mai pensato di finire a pulire cessi di aerei , a scaricare camion oppure di studiare metalmeccanica .Ero abbastanza schifato all idea di dare un insoddisfazione , una delusione, , a quel esserino che passava ore sotto il letto dei suoi nonni come se solo li' si sentisse protetto a sognare del suo futuro , a sognare di esser felice , a sognarsi da grande sugli scalini di una chiesa in una cittadina di cui non avrebbe mai sentito parlare se non parecchi anni piu' tardi .In quel momento mi sembrava di parlare a quel bambino, come se le mie due anime ,in 2 momenti temporali diversi ,stessero comunicando .Scossi la testa velocemente , la nonna mi stava chiamando , era pronta la cena ." Viene fuori da li' sotto , dai , che nn va' bene stare li' , c'e' pronto . muoviti ".
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Autore: Andrea Di Lago
Titolo: LA ROSA
Contatto: http://www.lefatesonomorte.blogspot.com/
Aveva appena litigato con lei , il cuore pompava piu' forte .il respiro era piu' deciso e a tratti affannoso .Erano in macchina , uno di fianco all altra .Lui abbasso il finestrino con un gesto affrettato , senza pensarci come fa' spesso prese la rosa , che era il simbolo del loro amore e la getto' fuori .Come in uno strano scherzo del destino , quella rosa che aveva tanto gelosamente fatto seccare , curato e osservato durante quei mesi ora non c'era piu' .Era il primo ricordo che poteva aver la loro storia , il primo regalo che le aveva preso .In quell istante , si accorse di cosa aveva fatto , ma era troppo tardi . Come se qualcosa di fosse rotta .Era sparito quel velo di felicita' , quella dolce ansia quando l aspettava , quella ingrata malinconia che lo accompagnava mentre lei tornava a casa .Si accese una sigaretta ... erano mesi che non fumava piu' , a quando l aveva conosciuta , era riuscito a cambiare , a diventare un altra persona .Si guardarono , capirono perfettamente entrambi cosa era successo , qualcosa di piu' forte di loro , qualcosa che andava contro le loro volonta' stesse .Quando lui torno' si fermo' dove aveva lanciato la rosa ... ma non era piu' li' , come se non fosse mai esistita davvero . un po' come l amore .
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Autore: Kandelli Brian
Titolo : 'RIFLESSIONI'
Se hai.....solo un attimo da dedicarti, fallo solo per te
.......dedicati quell'attimo.
sarà molto prezioso.......rifletti, e medita nel tuo io, inconscio.....
ascoltalo, ha certamente qualcosa da dirti........
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Autore: luna.8501
Titolo: 'TINTARELLA DI LUNA'
Contatto: luna.8501@libero.it
Juliette li guardava,entrambi,stesi su quel futon.Belli e giovanissimi tutti e due,l'uno l'opposto dell' altra,come il giorno e la notte,ma uno spettacolo troppo emozionante per i suoi sensi.Li scrutava tutti e due insieme,nudi e avvinghiati,li osservava con una tenerezza quasi commovente. Poteva contarne i nei che disegnavano strane geometrie sulle pelli,vedere la pelle diventare d'oca,poteva distinguere anche un leggero alone,ultima traccia di un'abbronzatura estiva,testimone di una vacanza .Le era possibile immaginare le loro vite,anzi c 'era ben poco da immaginare,infondo sapeva chi fossero,dove volessero andare e li adorava per quelli che erano ,anzi non li avrebbe scambiati per nulla al mondo.Non aveva mai guardato due persone fondersi assieme così da vicino,era bellissimo,la natura fa strani miracoli a volte.Sarebbe stata ore ad osservarli e distinguerli tra il fumo che usciva dalla sua sigaretta e impregnava la stanza e creava strani giochi e bizzarre forme,fondendosi con la luce fioca della mattina che filtrava da quella finestra che si affacciava sul centro di Parigi.Lo sguardo le accendeva i sensi,non credeva che la vista poteva farle certi scherzi.Si sentiva piena,sazia e appagata,i nervi erano tutti distesi e le sue pupille erano dilatate al massimo,come gialli occhi di gatto.La sua pelle soda ed elastica fremeva alla vista di quei corpi candidi,di quelle bocche sovrapposte,le sue dita erano distese e i suoi capelli le cadevano leggeri sulle spalle come tenera neve di inizio marzo.La stanza era divenuta un santuario,quel futon un altare e nell'aria si respirava odore di sudore e di umori, mentre le lenzuola erano pregne di liquidi;tutta l'umanità intera era entrata e uscita da quella stanza,tutti compresi quei due corpi che amava tanto osservare erano entrati ed usciti più volte da dentro di lei.Per una volta in vita sua,per la prima volta, non era più la protagonista della sua vita,ma era divenuta la regista che godeva a starsene dietro quella macchina da presa a scegliere ruoli,inquadrature e battute,per una volta sapeva che poteva finalmente sceglierne il finale...e questo pensiero le diede la strana sensazione di poter contenere almeno per un secondo l'intero mondo nel palmo della sua mano...la chiuse leggermente un pò e diede una timida carezza all'umanità intera.
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Autore: Andrea Di Lago
Titolo: 'LA SOLITUDINE DEI NUMERI CANCELLATI'
Contatto: http://www.lefatesonomorte.blogspot.com/
Era li', all entrata di quel grosso teatro , erano settimane che aspettava quel momento e non vedeva l ora di presenziarvi.Sali' velocemente la scalinata per sedersi poi in una fila vuota , non gli era mai piaciuto stare in mezzo alla gente , quella sera il teatro era pieno .Si stupi' del vedere cosi tante persone , senti' per una volta che forse la sua citta' era viva , non era cosi superficiale come aveva sempre pensato ... guardandosi un po'in giro , si accorse che la maggior parte delle persone erano sopra la quarantina , anziani , professoresse , ragazzi che accompagnavano le loro ragazze o ragazze della sua eta' che di sicuro studiavano materie umanistiche .Il teatro risplendeva , era appena stato rimesso a nuovo , e si vedeva in tutti i modi , i grossi quadroni rossi sui lati che creavano i muri , il soffitto in legno , pieno di luci , era come se avesse respirato , se gli avessero ridato vita .Si sedette su una poltroncina a meta' fila .Non avrebbe dato fastidio a nessuno , c'era tanto spazio e cosi sarebbe riuscito a rimanere solo nei suoi pensieri ancora un po'.Aveva deciso di uscire quel giorno , quella domenica, perche' era un po' che nn sentiva l aria addosso , si sentiva vivo , solo mentre faceva la strada per arrivare fino a li' , ma vivo , convinto che stava facendo qualcosa per lui , finalmente , questo era per lui .Un po' stava mentendo , se ne accorse subito dopo , era per lui , si , pero' c'era parte di lei in quel posto , c'era la presentazione di que libro che lui le aveva dedicato , quel libro che fu' uno dei primi regali all inizio della loro storia , le aveva scritto una dedica speciale .Quando l aveva preso , era con alberto , un pomeriggio di agosto , dopo esser stati in piscina erano andati a fare un giro in un centro commerciale , gatorade , un libro e qualcosa da mangiare . Appena l aveva visto al reparto libri gli era rivenuto in mente l intervista di qualche giorno prima alla televisione con lo scrittore e ha deciso che poteva esser adatto a loro.Lo prese con avidita' , controllando se era intonso , non avrebbe voluto regalarle qualcosa di rovinato , voleva che si consumasse poco per volta tra le sue mani , forse , in realta' ,avrebbe voluto che quella fosse la sua fine e non quella del libro .Lo dono' poi quando la ragazza torno dal mare , in una sera fredda , sulle sponde del lago , dopo una passeggiata in mezzo al nulla , passando attraverso zone buie , facendo attenzione a dove si camminava talmente era forse l oscurita ' . Arrivarono nei pressi di un piccolo porto della zona turistica , li da soli sul muretto si scambiarono i regali , una maglietta , un batman di plastica , una scarpettina porta chiavi , un libro di un filosofo .Si apri' la birra e inizio a bere , i suoi occhi brillavano , come da anni non facevano e non sapeva neanche piu' cosa stesse provando , formicolio nel corpo , agitazione , il cuore batteva a piu non posso , sorseggiava la birra fredda , fumava una sigaretta per rilassarsi un po' .Da sotto la felpa lui tiro' fuori il regalo che aveva comprato gelosamente per lei , era impacchettato meticolsamente , con un fiocchetto .Lei rimase bloccata quando vide il libro , dopo aver letto la dedica lo strinse a se , lo bacio e per un attimo tutto si fermo , non c'era piu' nulla intorno era buio , silenzio , solo qualche onda che a tempo ritornava alla spiaggetta , il calore sul viso , la sua bocca , le sue lacrime di gioia , le loro lacrime di gioia , no nrisucivano piu' a capirci nulla , talmente erano forti quelle sensazioni .Fecero l amore quella notte , la dolcezza , l odore , il sapore , le penombre , gli sguardi , il calore , un vortice di emozioni . Era chiaro che sarebbe stato impossibile tornare indietro .. almeno per lui .Lei le aveva dato , quello che nessuna altra persona era riuscita a darle in tutti quegli anni , lo aveva liberato da un fantasma , l aveva amato , l aveva fatto sentire vivo , gl iaveva ridato il sorriso , aveva riaperto quella porta chiusa , lo aveva riempito di attenzioni e lui , lui non riusciva a fare altro che assecondarla in tutto , accettare tutto , prender il piu possibile e donarle ancora di piu' , cercando di non sbagliare mai i suoi gesti .Entro' lo scrittore , il teatro ormai era gremito , c'era persino la gente in piedi , un vero successo penso lui , avrebbe voluto esser al posto dell autore e goderne , senti' l invidia salirgli nello stomaco , nello stesso momento provava una profonda ammirazione .I pensiri si erano fermati in quel momento.AScoltava attonito i discorsi , i riferimenti al libro , le battute del critico che ne era al fianco .Alla sua sinistra si sedette una donna sulla quaratina , cerone in faccia , sembrava un insegnante di qualcosa , aveva di sicuro letto il libro , si intuiva dai commenti che continuava a fare , comincio' a cercare un contatto con lui cher era li di fianco nel suo mondo , lei lo continuavaa guardare , lui si girava ogni tanto vero di lei quando intuiva che la donna si stesse riferendo a lui . Le sorrideva e rispondeva con un " si .. e' vero " o con una risatina di circostanza " ehhehe ".Di fianco a lei , c'era il marito o almeno sembrava potesse esserlo .Ogni volta che lei si girava verso il ragazzo e gli rivolgeva qualche sguardo o cercava un contatto , l uomo le metteva la sua mano sulle sue e le accarezzava , come per ritirarla verso se .Il ragazzo era sempre li' fermo ad ascoltare , a guardarsi intorno , a pensare .Gli occhi erano spenti , faceva fatica a seguire i discorsi , non faceva altro che pensare che avrebbe voluto ci fosse lei li con lui , avrebbe voluto regalarle quei momenti , avrebbe voluto regalarle quei silenzi .Si volto' vero la sua destra , il posto era rimasto libero , inghiotti' le lacrime , perche' lo aveva tenuto apposta libero , tenendo su la giacca , pensando che se non c'era lei di fianco a lui , non avrebbe dovuto sedersi nessuno in quella poltrona , era sua , era solo sua , per quella sera anche se non c'era , se non la vedeva , era come se fosse stata seduta li' .Dopo circa un ora e mezzo , concluso il reading , le persone affollarono l entrata , alcuni comprano il libro per farselo autografare , altre persone ne erano gia' in possesso .Lui non lo aveva , aveva rifiutato di farselo ridare da lei una delle ultime volte che si erano visti , perche' sapeva che non ne avrebbe piu avuto occasione di restituirlo e voleva lo tenesse lei .Compro' il libro , si mise in fila , avrebbe voluto fare scrivere su i nomi di tutte e due , sarebbero rimasti per sempre insieme in quel libro , scritti dall autore stesso .indelebili , come avrebbe voluto che fosse stato nella realta'.
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI.
(dedicato a te .. che non mi penserai piu' , dedicato a te , che sarai con un altro , dedicato a te che non piangerai piu' , dedicato a te che hai saputo sconvolgermi , dedicato a te che vorrei fossi qui ora nel mio letto ) .non si puo' smetter di amare da un giorno all altro ... almeno ... io non riesco ...
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Autore: valeria lv.
Titolo: 'ANIME IN GIOCO'
Contatto: http://www.animeingioco.blogspot.com/
Trama: cinque ragazzi. cinque anime in gioco a sè stessi.storie sconnesse di giovani attori e spettatori. tra fumo, birra e autostrade, urlano contro il cielo il loro rancore. ballano fandanghi a ritmo della terra, giovani mercenari di libertà rubata a morsi, chiedono a loro una nuova, spregiudicata adrenalina protagonista. persi e dispersi oltre il rumore della gente, figli del cielo contro un alba che confonde.
tutti i capitoli qui http://www.animeingioco.blogspot.com/
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autore: Fusion
titolo: 'USCITA DI EMERGENZA'
contatto: www.fusion-cm.spaces.live.com
Cerco un uscita di emergenza,
tra vizi ed apparenza ,una vita di sostanza
tra lacrime e speranza. la voglia di spaccare
tra voglia di scappare. la forza per reagire
tra stanchezza di soffrire.
un uscita di emergenza tra vizi ed apparenza,
una vita di sostanza tra lacrime e speranza,
la voglia di spaccare tra voglia di scappare.
la forza per reagire tra stanchezza di soffrire.
un'altra volta giro in tondo, ingoio il mio veleno un altro giorno in questo mondo,
e adesso ne ho uno in meno un altro istante che mi sfugge,
correndo per restare ancora l'anima si strugge,
e non riesco a capire e se capisco non mi muovo,
perchè non ci riesco velocemente muoio,
è per questo che ora esco da un circolo vizioso,
ma il cuore non si spegne dentro me brucia un fuoco,
si espande e non si arrende dimmelo tu,
che cosa posso volere di più dimmelo tu,
perche' se chiudo gli occhi non vedo me mi rifugio in questo vuoto,
almeno lo riempio riguardo vecchie foto,
le sfrutto come esempio reimparando i miei sorrisi,
facce ed espressioni ridisegnando urla
di mille delusioni ma rimango ancora sospeso
tra maschere vere e vera falsità che circola nell'aria come fosse la risposta ma...
Cerco un uscita di emergenza tra vizi ed apparenza,
una vita di sostanza tra lacrime e speranza,
la voglia di spaccare tra voglia di scappare.
la forza per reagire tra stanchezza di soffrire,
un uscita di emergenza tra vizi ed apparenza,
una vita di sostanza tra lacrime e speranza la voglia di spaccare tra voglia di scappare.
la forza per reagire tra stanchezza di soffrire.
Mi confondo tra riflessi di luci spente che accendono quel buio che vive dentro me
riaccendono paure di cui non mi ricordo uccidono speranze a cui spesso
ripenso confinato in questo letto di ciottoli pungenti che dovrò levigare
con lo scorrere di pianti io seguirò il mio corso tra rapide e cascate
tra giorni programmati ed emozioni improvvisate
ma il mare poi quando arriverà tra le sue onde avrò libertà di gettare il sale dei miei occhi
tanto nessuno lo noterà.
Cerco un uscita di emergenza tra vizi ed apparenza,
una vita di sostanza tra lacrime e speranza la voglia di spaccare tra voglia di scappare.
la forza per reagire tra stanchezza di soffrire un uscita di emergenza tra vizi ed apparenza,
una vita di sostanza tra lacrime e speranza la voglia di spaccare tra voglia di scappare
la forza per reagire tra stanchezza di soffrire.
[..]
Avvolgo il tuo pensiero in un velo di seta,
come se fosse una barriera, una difesa,
mentre osservo la tua immagine sospesa,
tra battiti mancati ed un senso di sorpresa.
Mi nutro di te ma non riesco a saziarmi,
non mi chiedo il perchè di ciò che riesci a farmi,
preferisco rinchiudermi tra questi confini,
tu il più bel fiore di tutti i giardini.
Cerco tra i ricordi e annuso il tuo odore,
riguardo la tua immagine e brucia quel calore,
impossibile da spegnere se batte in questo cuore,
in cui dimori tu e tutto il mio amore.
Ricopri cicatrici che sanno di tristezza,
rivesti col tuo miele tutta la mia amarezza,
ti insinui tra i pensieri con una tua carezza,
adesso ci sei tu e l'incubo si spezza.
Se vivo un sogno voglio dormire, se mi svegliassi potrei morire,
se mi trattieni non posso andare, adesso tu e voglio solo amare.
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Autore: Silvia Ponzo
Titolo: 'APPENA DOPO LA PIOGGIA..E POCO PRIMA DEL SOLE'
contatto: www.labottegadellascrittrice.blogspot.com
Editore: Ibiskos Editrice Risolo
Anno: 2008
Trama:
Esiste l’Impero del Cile? No, ma quei tre strani barboni - padre, madre e figlia - sono convinti di sì, sostenendo di far parte della Famiglia Imperiale del Cile caduta in disgrazia dopo un golpe che li ha deposti dal trono e costretti a fuggire in Europa. Probabilmente sono clandestini sudamericani con qualche rotella fuori posto... ma non perdono occasione, con nessuno, di rievocare i fasti e le gesta della dinastia imperiale e della vita di corte: specialmente il padre, l’Imperatore Juan Rodrigo Domingo XIII, racconta le sue storie con grande passione e si arrabbia particolarmente (minacciando) con coloro che non gli credono. L’Impero del Cile esiste, allora? Tom è un giovane volontario (ex scrittore fallito un po’ bohémien) che nel corso del suo impegno in aiuto dei clochard romani s’imbatte nella bizzarra famiglia cilena e ne rimane affascinato e incuriosito. Ma non crede ai loro racconti e all’esistenza di questo fantomatico “Impero” (ne avrebbe sentito parlare altrimenti). Finché non s’innamora di Stella, figlia degli Imperatori nonché erede al trono del Cile, e si vede costretto ad “assecondare” i sovrani, soprattutto il capriccioso Imperatore. Tra situazioni paradossali, equivoci e amore, Tom scoprirà che nella vita la cosa più importante è credere ai sogni, alla fantasia e alle cose che sembrano impossibili e dare meno spazio alla ragione e alla razionalità. Perché persino quelle cose che ci sembrano assurde... possono rivelarsi vere. Il cuore ha sempre ragione. Appena dopo la pioggia... e poco prima del sole è una sorta di favola moderna spiritosa, fantasiosa e un po’ magica che vuol essere un elogio del sogno a discapito della ragione. Appena dopo la pioggia... e poco prima del sole è una storia d’amore tra due persone speciali e un po’ particolari che nell’amore hanno trovato il significato della propria vita che li cambierà per sempre.
Recensione:
Questo romanzo è una sorta di “favola moderna”, una storia che con un sorriso è in grado di far riflettere sulla condizione difficile di centinaia di migliaia di persone emarginate che vivono sulle strade delle nostre città, cui troppo spesso noi non prestiamo attenzione. Nel romanzo c’è l’umanità di un “popolo” che nonostante le difficoltà ha enorme umanità e dignità, voglia di fare e di reagire… tutto ciò contrapposto a un mondo di abbienti e altolocati senza anima che dimostrano, nella propria pochezza e aridità, quanto la reale ricchezza sia un valore che non è dato dal Potere o dal denaro. Il protagonista, Tom giovane idealista senza radici, in fuga da una madre opprimente e senza sentimenti, che dapprima cerca se stesso viaggiando in India, alla disperata ricerca del senso della sua vita, per poi ritrovarsi proprio nella sua città lavorando a contatto con i clochard, è il simbolo del riscatto di una società stanca dei falsi valori, ma affamata di quella “purezza” del vivere che si nasconde solo nelle piccole cose semplici. Come l’amore e l’umiltà. Un romanzo, quindi, come riscatto degli umili, “Epopea degli umili” come è stato definito nel corso di una presentazione, e di una umanità fatta si piccole cose essenziali. Pertanto, un romanzo come “critica sociale” verso una società distratta, arrogante e superficiale. Ma, anche e soprattutto, una favola d’amore e su quanto amare possa cambiare le persone e aprire orizzonti insperati, dando il senso stesso a una vita. Una storia d’amore tra un volontario della Caritas e una barbona in un contesto reso ancora più particolare – semmai ce ne fosse stato il bisogno – dalle origini “Imperiali” di lei e della sua famiglia: in quanto Famiglia Imperiale del Cile, un impero mai esistito, da cui loro sono convinti di provenire! Gettando lo scompiglio nelle stesse razionali convinzioni di Tom, perché, nonostante l’amore che sente per la ragazza, la sua ragione gli dice chiaramente che questa cosa è assurda, ben consapevole che non esiste e non è mai esistito alcun Impero in Cile. Ma forse il nostro Tom è in errore. Tutto ciò capita quando si crede, erroneamente, che la ragione sia infallibile… eppure… Il messaggio del romanzo è quello di CREDERE ALLE COSE ASSURDE, DI DARE MENO SPAZIO ALLA RAZIONALITA’: POICHE’ LA RAGIONE NON SEMPRE HA RAGIONE! Spesso qualcosa che ci pare assurda può rivelarsi più reale di quanto eravamo disposti a credere all’inizio! Il cuore non sbaglia e la ragione può dare segni di cedimento imprevisti, trasformando il sogno in fatto reale. L’insegnamento di questo romanzo è quello di credere ai sogni, di crederci fino in fondo anche se significa scontrarsi con una realtà che non concede spazio al sogno; bisogna cercare, imparare a emarginare la razionalità che ci abbaglia e ci inganna e avere il coraggio di rischiare di credere a quel qualcosa che sembra assurdo. Le sorprese potrebbero essere molte! Il cuore, credetemi, ha sempre ragione…Un romanzo scorrevole, divertente e allegro che lascia al termine della lettura più di uno spunto di riflessione e forse lo stupore e la sorpresa di scoprire che la razionalità non è infallibile e che i sogni esistono davvero…
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Titolo: 'GENERAZIONE AVANTI'
Autore: Silvana Maiorano
Contatto: www.marangonisbarramaiorano.blogspot.com
Avanti. Per modo di dire energizzante. Red bull. I sogni allucinogeni. La vita a occhi aperti è una tristezza. Evidente. Come sei? Pazzo. Al femminile. Che fai in questo momento? Facebook ci sta inquinando il cervello. Questo quello che. Appare. Sotto giovani maschili e femminili che soffrono nonostante la sfrontatezza. Apparente. Che vogliono, desiderano … ma questo è il tempo della crisi globale: urge fare qualcosa per campare. E tu che volevi, sognavi gli asterischi. Battuta d’arresto. La bufera in arrivo. Noi sapremmo reagire? Anche chiusi in un sacchetto in fondo alla. Munnezza. C’è un cuore algida. Al maschile. Oh!
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2 recensioni:
complimenti per l'iniziativa. questi scritti sono davvero belli e originali. spero vi facciate sentire come si deve, magari invio anch'io qualcosa :))
aspetto di leggere tanto altro!
a presto, claudia.
mi è piaciuto molto Appena dopo la pioggia, poco prima del sole. La cltura che si intreccia è sempre affascinante!
Francesco
(non ho un blog su blogspot ma lo farò al più presto in modo da mettermi facilmente in contatto con voi)
in bocca al lupo!
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